FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

Indice della pagina:

ACCENNI  BOTANICI

LE SPECIE

LE CULIVAR

LA VARIETA' ITALIA

LA COLTIVAZIONE DELLE CANNE

PARASSITI E MALATTIE

LE CANNE VISTE DAI FOTOGRAFI

 

 

 

 

Le specie:

Canna bangii  Kraenzl.

Canna flaccida Salisb.

Canna glauca  L.

Canna indica  L.

Canna iridiflora  Ruiz & Pav.

Canna jaegeriana  Urb.

Canna liliiflora  Warsz. ex Planch.

Canna paniculata  Ruiz & Pav.

Canna peduncolata  Sims

Canna tuerckheimii  Kraenzl.

 

 

Rizoma di Canna x generalis

                           foto thebulbproject.org

 

 

 

                          foto alabamaplants.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Canna flaccida        foto Alberto Grossi

 

 

Canna glauca   foto Village Garden Web

 

 

Canna indica                         foto B. Navez

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esempi di cvv. di Canna x generalis, molte delle quali oggi non sono  più  in

commercio,  ma  meritano  di  essere

ricordate per illustrare gli importanti

sforzi compiuti dagli ibridatori.

E' interessante notare il forte

interesse per le varietà di

bassa  statura o nane.

 

 

Vedi la lista esemplificativa delle

            cultivar di Canna in Wikipedia

 

 

 

Canna x generalis nei KLCC Gardens

di Kuala Lumpur         foto Rana Pipiens

 

 

 

 

La bellezza delle foglie variegate

                                             foto J.S.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Canna del Gruppo 3 "Canne italiane"

(possibilmente Canna ITALIA)

                            fonte: Malcolm Dalebö

 

 

 

Canna AUSTRIA

                             foto: Malcolm Dalebö

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le canne da coltivare in recipienti, fioriere e vasi

                                                        

La famiglia Cannaceae è monotipica: contiene solo il genere Canna (Linneo in Species Plantarum del 1753). L'origine di praticamente tutte le specie è nell'America del Sud; solo una specie (Canna flaccida) è originaria del Sudest degli Stati Uniti, soprattutto della Florida. Il genere è ormai molto diffuso e naturalizzato in vari Paesi tropicali del globo, dove si trovano però in prevalenza numerosi ibridi primari.

 

Accenni botanici

 

Le piante inserite nel genere Canna sono erbacee perenni capaci di crescere senza interruzione in condizioni adeguate. Esse sono però dotate di rizomi carnosi capaci di sopravvivere a periodi di siccità e da questi ricrescere  appena le condizioni di temperatura ed umidità sono sufficienti. Questa caratteristica permette alle Canna di vivere anche in climi subtropicali e temperati caldi. Nella coltivazione in Italia è necessario assicurare d'inverno ai rizomi temperature non inferiori al punto di congelamento in un substrato non eccessivamente umido per poter godere a lungo di queste splendide piante allevate in piena terra o in grandi vasi.

I rizomi delle Canna sono dei fusti dotati della capacità di produrre delle radici fibrinogene e portano geme dalle quali possono crescere i steli della pianta. Essi si trovano vicino alla superficie del suolo. I rizomi sono generalmente grandi e carnosi, ma in alcune specie anche molto lunghi e sottili. La conservazione dei rizomi durante l'inverno è la fase più impegnativa e rischiosa nel ciclo annuale di coltivazione. Da essa dipende non solo la vigoria e la salute delle piante, ma proprio la loro stessa sopravvivenza. Più avanti viene dedicato più spazio alle cure indispensabili per permettere di avere successo nella coltivazione e nella propagazione degli ibridi di Canna disponibili in commercio.

Ogni stelo che emerge da una gemma del rizoma ha una lunghezza predeterminata perché in cima porta l'infiorescenza, la quale si sviluppa quando dalle sei alle nove foglie, distribuite in spirale lungo lo stelo sono completamente cresciute.

Le foglie costituiscono una delle principali attrazioni degli ibridi di Canna non solo a causa del loro aspetto rigoglioso ed esotico, ma anche per il loro colore verde brillante oppure glauco, o marrone-rossiccio oppure splendidamente variegato.  Esse sono generalmente larghe e carnose, di forma ellittica acuminata, cioè con una punta aguzza, talvolta attorcigliata. Esse hanno una  nervatura centrale prominente (costola) ed una nervatura laterale a spina di pesce generalmente ben visibile. Il peduncolo delle foglie forma una guaina intorno allo stelo. Le foglie avvolgono inizialmente il fusto per stendersi progressivamente e, talvolta, diventare pendenti a causa del proprio peso. Il loro margine è integro, seppure a volte elegantemente ondulato.

Le infiorescenze sono a forma di racemi composti da un numero variabile di fiori (fino a otto), i quali si schiudono progressivamente da quello situato più in basso verso quello terminale. Le infiorescenze degli ibridi sono generalmente ramificate e portano un numero elevato di fiori che permettono una fioritura molto protratta nel tempo su ogni stelo ben sviluppato. Si consiglia di procedere con cura quando vengono asportati i fiori appassiti per non danneggiare le eventuali ramificazioni laterali causando la perdita dei fiori che avrebbero potuto produrre. Nello stesso tempo però, con l'asportazione dei fiori è possibile indurre le piante a produrne altri, rimandando la fruttificazione.

I fiori delle canne sono strutture complesse e generalmente poco conosciute. I sei tepali sono distinti in tre piccoli tepali verdastri esterni (sepali) che formano il calice e tre stretti e lunghi tepali colorati interni (petali) uniti alla base nel tubo della corolla che porta all'ovario infero. I segmenti vistosi del fiore sono stami sterili (staminoidi)  detti tepaloidi. Nelle specie l'unico stame fertile, anch'esso di forma tepaloide, porta all'estremità un'unica antera. Negli ibridi i staminoidi fertili possono essere più di uno. Anche lo stilo colorato ed eretto è di forma tepaloide e porta lo stimma apicale. Nelle specie uno dei staminoidi è generalmente un poco più stretto degli altri e sporge formando un labello (labbro) prominente. Tale labello è particolarmente vistoso negli ibridi moderni. Il polline viene rilasciato circa 12 ore prima della schiusa dei fiori e pertanto l'autoimpollinazione è più frequente dell'impollinazione incrociata. Infatti, lo stimma è ricettivo solo per poche ore, ma generalmente vi si trova già il polline dello stesso fiore al momento della schiusa. Vista la breve fertilità del fiore non è da meravigliarsi che esso dura assai poco, frequentemente solo un giorno. Alcuni nuovi ibridi hanno i tepaloidi cerosi e i fiori possono durare più a lungo, ma normalmente non più di due giorni. Si distinguono due tipi di canne: cosiddette autopulenti, nelle quali i segmenti dei semi si distaccano facilmente, e non autopulenti, in cui i residui dei fiori rimangono attaccati all'ovario più a lungo, favorendo più facilmente la comparsa di infezioni.

I frutti delle canne sono capsule sferiche, con la superficie varicosa, suddivise in tre scompartimenti. Esse contengono piccoli semi scuri molto duri, simili a palline. A questo è dovuto il nome volgare inglese Indian shot plant. Quasi tutti gli ibridi sono fertili e dai semi è possibile far crescere piante adulte che fioriranno nel primo anno se la germinazione viene intrapresa in primavera molto presto. Per ottenere un ragionevole tasso di germinazione è necessario pretrattare i semi con carta abrasiva o incidendo la loro corteccia dura e imbibirli per 48 ore in acqua tiepida. E' anche possibile incrementare la germinabilità trattando i semi con acqua calda alla temperatura di ca. 75°C per 20 minuti, tenendoli poi a mollo per altri due o tre giorni in acqua tiepida prima della semina in un suolo ricco e umido, ad una temperatura non inferiore ai 20°C.  

 

Le specie

 

Attualmente vengono riconosciute 10 specie, mentre in passato il numero di canne considerate delle specie raggiungeva oltre sessanta. Le revisioni tassonomiche basate su rigorosi criteri moderni hanno comportato problemi di nomenclatura generalmente non risolti in maniera soddisfacente. Infatti, le piante che hanno perso lo statuto di specie vengono generalmente indicate con la parola Canna seguita dal vecchio attributo messo tra apostrofi o da un nome latinizzato nuovo, scritto con la prima lettera maiuscola.

Per esempio la Canna 'Warszewiczii' viene attualmente classificata botanicamente semplicemente come Canna indica, ma non si tratta di una sottospecie o varietà, bensì di un antico ibrido proveniente dal Costa Rica introdotto in coltivazione nel 1849. Esso è stato probabilmente di particolare importanza nella costituzione degli ibridi moderni a foglia porpora.

Anche l'importante Canna 'Edulis', coltivata in Sudamerica da 5000 anni, viene attualmente classificata come una forma di Canna indica e non più come una specie a sè, nonostante in molti testi essa venga ancora riportata come Canna edulis. Questa pianta, con grandi rizomi lunghi fino a 60 cm è una fonte essenziale di amido (fino a 25% del tessuto) in alcuni Paesi dell'America del Sud, particolarmente in Colombia e nel Perù. La pianta viene coltivata su grande scala per la produzione di amido industriale e nei Paesi del sudest asiatico viene usata per la produzione di una farina adatta alla preparazione della pasta. In condizioni ottimali vengono raggiunte delle rese fino a venticinque tonnellate di rizomi per ettaro.

In futuro il numero di specie nel genere Canna potrebbe di nuovo aumentare. Attualmente vengono infatti valutati dai botanici alcuni interessanti nuovi ritrovamenti, soprattutto in Argentina.

 

Canna flaccida - originaria della Florida in zone pianeggianti è caratterizzata da rizomi striscianti, foglie verdi con pagina inferiore più o meno glauca e fiori gialli particolarmente grandi, portati su piante alte fino a due metri. Il nome è dovuto all'aspetto flaccido dei fiori al momento del loro appassimento, che si verifica già verso mezzogiorno del giorno successivo a quello della loro schiusa serale. Nel primo periodo dell'attività di miglioramento genetico delle cultivar ornamentali, nella seconda metà dell'Ottocento, questa specie venne usata estesamente per creare i cosiddetti ibridi orchidea. Essa è tuttora spesso coltivata come un'interessante curiosità nei giardini del sud degli Stati Uniti d'America.

 

Canna glauca - è una specie molto diffusa in America tropicale, dove cresce lungo i corsi d'acqua ed in generale in zone umide. Le piante sono interamente glauche, alte fino a 3 metri, con foglie relativamente strette e fiori gialli con tepali non retroflessi. Occasionalmente questa specie si trova in coltivazione nei giardini, soprattutto in zone umide. Essa è stata usata diverse volte nella creazione di ibridi e recentemente soprattutto nella produzione delle cosiddette canne acquatiche (water cannas).

 

Canna indica - è una specie molto diffusa nell'America tropicale fino a 2000 m s.l.m. e venne descritta già di Linneo. Essa ha foglie verdi con la pagina inferiore liscia o lanuginosa, infiorescenze spesso ramificate, fiori da rossi a gialli assai durevoli, lunghi da 4 a 6,5 cm. In natura raggiunge i tre metri, ma in coltivazione è generalmente di altezza assai più modesta. I semi sono molto duri, praticamente neri. Ad essi si riferisce il nome volgare inglese-americano  Indian Shot Plant  vedi. Molte canne in passato classificate come specie a sè stanti sono ormai riunite sotto il nome C. indica (p.es. Canna 'Coccinea', Canna 'Discolor', Canna 'Edulis', Canna 'Esculenta', Canna 'Lanuginosa', Canna 'Speciosa' ecc.). Scorretto è invece l'uso del nome Canna indica per i numerosi ibridi in commercio, i quali derivano da complessi incroci in gran parte ormai sconosciuti. Essi dovrebbero essere indicati tutti con il nome Canna xgeneralis (x generalis) oppure semplicemente solo con il nome di fantasia (p.es. Canna Tirol o Canna Pretoria).

 

Le altre specie, tutte con foglie verdi, si trovano esclusivamente in natura o collezioni molto specialistiche:

Canna bangii, alta fino a 4 m, originaria di zone tra 1400 e 2700 m s.l.m. in Bolivia e nel Perù, fiori di colore arancione/rosso

Canna iridiflora, (vedi), alta fino a 5 metri, originaria del Perù, dove fino a 2900 m s.l.m. sopporta bene il freddo, usata per alcuni incroci molto speciali (C. "Ehemanii), fiori arancione/rosso/porpora

Canna jaegeriana, alta fino a 5 metri, originaria dall'Ovest del Sudamerica e delle Antille, f. arancio

Canna liliiflora, alta fino a 6 metri, originaria della Bolivia a 2500-2800 m s.l.m., fiori quasi bianchi

Canna paniculata, alta fino 5 metri, originaria dell'America Centrale e Meridionale, fiori rossi/gialli

Canna pedunculata, alta fino a 2,5 metri, originaria del Brasile sudorientale, fiori gialli

Canna tuerckheimii, (vedi), alta fino a 3,5 metri, originaria delle zone montuose del Sudamerica e del Messico, con fiori di colore arancione.

 

 

Le cultivar

 

In Europa le canne erano note da molti secoli perché il vistoso fogliame, gli interessanti fiori e la commestibilità dei rizomi suscitarono presto l'interesse dei conquistatori delle Americhe. La loro significativa diffusione e soprattutto la costituzione delle cultivar avvenne però solo nella seconda metà del 19° secolo, quando queste piante divennero di gran moda in vari Paesi dell'Europa occidentale, compresa l'Italia. Infatti, ancora all'inizio dell'ottocento si riteneva che queste piante esigessero esclusivamente condizioni tropicali e fu proprio solo la progressiva scoperta delle possibilità della loro coltivazione anche in climi temperati ad avviare il loro uso nei giardini innovativi. Le presentazioni al grande pubblico in mostre di giardinaggio innestò  la moda nel periodo vittoriano. Viene stimato che dagli anni ottanta del XIX secolo ad oggi vennero introdotte in commercio alcune migliaia di cultivar, di cui molte sono andate però perse, soprattutto quando cambiarono i gusti dei giardinieri nella prima metà del '900. Anche le guerre mondiali causarono in alcuni Paesi l'abbandono delle cultivar di Canna perché vennero meno le basilari cure di cui queste piante suscettibili al freddo hanno assolutamente bisogno. Negli ultimi decenni del XX secolo si verificò un rinnovato interesse per il genere Canna, vennero recuperate numerose cultivar ancora presenti soprattutto nel sud degli Stati Uniti d'America ed in California ed attualmente il giardiniere amatoriale ha di nuovo accesso a molti interessanti ibridi di varie taglie e di numerose colorazioni sia del fogliame che dei fiori.

 

Sono stati intrapresi vari tentativi di classificare gli ibridi orticoli di Canna, ma anche la distinzione tra Canna x generalis e Canna x orchiodes, introdotta dal tassonomo Prof. L.H. Bailey negli anni 20 del XX secolo (l'inventore del termine "cultivar"), non ha più il suo significato iniziale perché vari incroci hanno fatto perdere a molti ibridi le caratteristiche su cui essa si basava. Le Canna x orchiodes dovevano infatti distinguersi per i loro grandi fiori con la base tubolare, i tepali interni retroflessi e generalmente screziati, tre staminoidi larghi ed ondulati e il labello particolarmente prominente. Queste caratteristiche erano proprie delle cosiddette canne italiane o a fiore di orchidea, triploidi e sterili (vedi il paragrafo "La varietà Italia"). Le Canna x generalis secondo Bailey dovevano avere invece fiori con un diametro inferiore ai 10 cm, non tubolari alla base, con i tepali interni non retroflessi e gli staminoidi ed il labello eretti. Il nome Canna x orchiodes è stato abbandonato e tutti gli ibridi, anche quegli con i fiori grandissimi e ondulati, vengono attualmente definiti come appartenenti a Canna x generalis, seppure in commercio questo nome viene usato relativamente di rado rispetto all'incorretto Canna indica.

Le cultivar di Canna con caratteristiche simili vengono attualmente attribuite ad uno dei seguenti dieci gruppi:

1. Gruppo le canne da fogliame vedi (soprattutto ibridi F1 e F2 coltivati primariamente per la bellezza delle foglie, frequentemente con fiori piccoli simili alle specie)

2. Gruppo le canne Crozy vedi (canne con infiorescenze concentrate in spighe simili a quelle dei gladioli, create dal più importante ibridatore di canne Antoine Crozy negli anni sessanta del '800 sulla base dei primi ibridi di Canna creati in Francia da Théodore Année)

3. Gruppo delle canne italiane vedi (chiamate anche "a fiore di orchidea" e dovute inizialmente al lavoro di C. L. Sprenger a Napoli /leggi il paragrafo "La varietà ITALIA"/ ed anche ai simili incroci di L. Burbank in California, seguiti su grande scala da A. Wintzer in Francia; i fiori sono molto grandi, il labello frequentemente più ampio degli altri staminoidi, tutti generalmente ondulati)

4. Gruppo delle canne australiane vedi (ottenute da incroci tra le canne del Gruppo 1 con quelle dette italiane del Gruppo 3, sono caratterizzate sia da grandi foglie che vistosi fiori screziati)

5. Gruppo delle canne "Premier" vedi (cultivar con fiori circolari senza spazi vuoti tra i staminoidi, ottenute da incroci con le canne italiane e da piante triploidi)

6. Gruppo delle canne a fogliame variegata vedi (raccoglie tutte le canne di tutti i tipi con le foglie caratterizzate da variegature multicolore)

7. Gruppo delle canne da serra /Conservatory cannas vedi (raccoglie le canne particolarmente adatte alla coltivazione in ambienti controllati, inizialmente sviluppate per il grande Conservatory di Longwood Gardens in Pennsylvania negli Stati Uniti; queste piante sono caratterizzate dal notevole vigore, da fogliame vistoso, dalla fioritura precoce autopulente, da una notevole prolificità)

8. Gruppo le canne acquatiche vedi (raccoglie le cultivar adatte alla coltivazione in acqua poco profonda o in condizioni paludose; esse sono caratterizzate dal fogliame lanceolato e lunghi rizomi sottili)

9. Gruppo le canne miniatura vedi (raccoglie le cultivar con un'altezza non superiore ai 50 cm e con fiori proporzionati alla dimensione delle piante)

10. Gruppo le canne ad uso agricolo vedi (contiene le cultivar usate per la produzione industriale di amido dai loro rizomi particolarmente grandi).

 

Nella prassi la soluzione più adeguata ai dilemmi della nomenclatura delle cultivar sembra essere quella di far seguire alla parola Canna direttamente il nome di fantasia della varietà orticola stampato con un font diverso da quello usato per il nome del genere oppure, come adottato da Floriana Bulbose, scritto interamente con lettere maiuscole.

 

La grande giardiniera Gertrude Jekyll, rendendosi conto della difficoltà di usare solo canne con nomi ben precisi, indicava già nei suoi progetti di giardini la semplice indicazione della loro altezza, del colore delle foglie e dei fiori. Essa distingueva soprattutto tra le canne alte, slanciate, che contribuiscono ad accennare elementi verticali, e quelle a dimensione contenuta con grandi fiori vistosi. Queste principali caratteristiche delle canne vengono riprese nell'organizzazione del catalogo CAT-I della ditta Floriana Bulbose che ha raggruppato le cultivar in vendita in quattro sezioni secondo le caratteristiche più importanti della statura e del colore delle foglie:

Sez. 1 Canna x generalis  varietà alte a foglia verde

Sez. 2 Canna x generalis  varietà alte a foglia marrone-bronzea

Sez. 3 Canna x generalis  varietà alte a foglia variegata

Sez. 4 Canna x generalis  varietà di dimensioni ridotte e nane

All'interno di ciascuna sezione si trovano cultivar con i fiori variamente colorati, bicolori ed anche screziati e con puntini colorati. Le varietà offerte portano i nomi di fantasia assegnati dagli ibridatori, ma nella scelta delle piante è soprattutto importante rendersi conto delle caratteristiche della sezione in cui esse sono inserite.

 

 

La varietà ITALIA

 

La Canna ITALIA era la prima varietà di un nuovo tipo costituita dall'importante botanico ed eccellente giardiniere tedesco, Carl Louis Diederich Sprenger  (nato  il 30 Novembre 1846 a Guestrow nella contea di Mecklenburg, morto a Corfù il 13 Dicembre 1917 ).    lese

C. L. Sprenger (read) lavorava dagli anni ottanta del '800 a San Giovanni a Teduccio sulla Via delle Calabrie, oggi un quartiere della periferia orientale di Napoli. Qui, come socio della ditta Dammann & Co., egli  seguì con successo diverse linee di miglioramento genetico di piante orticole. Gli erano ben note le nuove varietà tedesche di canne degli ibridatori W. Pfitzer a Stuttgart (tuttora largamente coltivate) e di G. Ernst (noto soprattutto per la cv. Königin Charlotte). Di particolare interesse per Sprenger furono le splendide varietà di bassa statura ottenute da Antoine Crozy in Francia, alla cui introduzione nel mondo del giardinaggio egli diede un notevole contributo. Crozy ibridava canne dagli anni sessanta e particolarmente riuscita fu la sua varietà Madame Crozy introdotta già nel 1870. Questa varietà fu probabilmente ottenuta con l'incrocio di Canna 'Ehemannii' (Canna iridiflora x Canna 'Warszewiczii') reincrociata con Canna 'Warszewiczii' con il fogliame scuro. Canna "Madamae Crozy" vennne descritta come "pianta solida ma bassa (ca. 90 cm), con grandi fiori arancione-scarlatto con il bordo dorato, ottima per vasi ed aiuole". Successivamente Crozy introdusse nei suoi incroci anche Canna glauca per inserire il colore giallo dei fiori ed ottenne così una lunga serie di ibridi con fiori di varie colorazioni, note semplicemente come "le canne francesi" o "le canne a fior di gladiolo". Carl L. Sprenger apprezzava ed utilizzava largamente le cultivar di Antoine Crozy e scrisse numerosi articoli per riviste di giardinaggio, dai quali traspare il suo profondo amore per le canne sia alte che basse, mettendo in evidenza le grandi possibilità che esse presentavano per i paesaggisti (vedi). Egli si rese però anche conto che continuare a selezionare cultivar dai consueti incroci presentava un limite ed ebbe l'intuizione di usare il polline di Canna flaccida per apportare un miglioramento decisivo per quanto riguardava la dimensione dei fiori degli ibridi. Egli eseguì l'incrocio della famosa C. MADAME CROZY  con Canna flaccida e nel 1893 selezionò uno splendido primo ibrido da un migliaio di plantule. I fiori della nuova varietà erano enormi e bellissimi.

Carl Ludwig Sprenger le diede il nome ITALIA.

Nel 1895 Canna ITALIA venne descritta nella rivista londinese The Gardeners' Chronicle con le parole "ha un fiore d'oro e rosso vermiglio della forma di un'enorme orchidea di tipo cattleya". Su svariate pagine vennero poi riportate le eccellenti caratteristiche della pianta mettendo in evidenza molti dettagli particolari. Purtroppo, le sicure tracce della varietà originale furono perse negli anni e non è sicuro se la "canna italiana" oggi nota sotto il nome ITALIA è identica con la cultivar originaria. 

Sprenger selezionò una lunga serie di cultivar dai suoi incroci fortunati (vedi). Alcune sono tuttora in coltivazione (come p.es. C. AUSTRIA). Esse divennero note come "le canne orchidea" o semplicemente "le canne italiane" (vedi il paragrafo "Le cultivar" in questa pagina).

Nel 1897 C. L. Sprenger si mise in proprio (vedi) e nel suo vivaio a Napoli continuò il lavoro di miglioramento genetico delle canne e di altre piante (introdusse più di 100 varietà di Yucca vedi, fece conoscere l'ormai famosissimo asparago dei fioristi Asparagus sprengeri  vedi  dal Sudafrica, che porta il suo nome,  come pure la Magnolia sprengeri dalla Cina vedi). A Napoli il suo lavoro fu però bruscamente interrotto nell'aprile del 1906 dall'eruzione del Vesuvio, che seppellì tutti i suoi tesori sotto la cenere vulcanica (read). Sprenger salvò alcuni esemplari, ma il suo lavoro era compromesso. In quel momento difficile si presentò la salvezza: nel 1907 l'imperatore tedesco Guglielmo II acquistò a Corfù il palazzo Achilleion, che fu dell'imperatrice austriaca Elisabetta, detta Sissi, e chiese a Sprenger di accettare il posto di sovrintendente del parco del palazzo. Così Sprenger raccolse i suoi tesori salvati dalla catastrofe dell'anno precedente e si trasferì a Corfù. Nel 1914 iniziò però la prima guerra mondiale e per un tedesco, anche se ormai settantenne, continuare a vivere in terra greca era diventato molto pericoloso. C. L. Sprenger decise comunque di non abbandonare le sue amate piante, ma egli morì nel dicembre 1917, perseguitato, infelice e triste perché gli venne proibito dai nuovi padroni di Corfù di occuparsi attivamente dei giardini.

 

  

La coltivazione delle canne

 

All'acquisto è importante rendersi conto dello stato di conservazione dei rizomi. Essi dovrebbero essere turgidi, paffuti e non rinsecchiti. Da rizomi non conservati adeguatamente le piante tendono di svilupparsi lentamente oppure per niente. La conservazione non riguarda solo il periodo prima dell'acquisto, ma anche i giorni che trascorrono tra l'acquisto e la messa a dimora. Infatti, spesso rizomi in ottimo stato al momento dell'acquisto vengono lasciati dai clienti troppo a lungo in sacchetti aperti senza la necessaria atmosfera leggermente umida, assicurata da un materiale inerte di condizionamento dell'umidità relativa adeguatamente umidificato (torba, trucioli o  sabbia), nel quale dovrebbero essere immersi.

Talvolta si trovano in commercio i semi degli ibridi di Canna. Essi devono essere seminati molto presto (Febbraio) ed esigono dunque un'iniziale coltivazione in condizioni protette a 20°C. Alcune informazioni sulla germinazione dei semi si trovano in questa pagina nel paragrafo "Accenni botanici".

 

La germogliazione e la crescita delle Canna avviene solo a temperature sufficientemente alte. In Italia tali temperature si hanno in piena terra dalla fine di Marzo o inizio di Aprile, mentre in vaso possono essere ottenute artificialmente con l'iniziale coltivazione in condizioni controllate in una serra o sotto zone protette da tunnel o in cassoni sotto vetro. Piante compromesse nella fase iniziale a causa di temperature troppo basse stentano a riprendersi e possono facilmente morire prima che i getti permettano l'attività fotosintetica. Gli effetti della temperatura troppo bassa all'impianto sono particolarmente marcati perché i rizomi delle canne devono essere piantati poco profondi - appena coperti dal substrato.

 

In contenitori e vasi conviene piantare i rizomi delle Canna x generalis alte ad una distanza minima di 25-30 cm uno dall'altro. Il suolo deve essere ben drenato, permeabile, molto ricco di sostanza organica e nutrienti. La canne vanno coltivate in pieno sole, o meglio, in un luogo dove nel pomeriggio c'è l'ombra. Infatti, le canne sono capaci di sopportare bene il sole ed esigono un'alta luminosità per sviluppare bene il colore delle foglie, ma durante le estati torride possono soffrire a causa della bassa umidità relativa dell'aria. Risulta vantaggioso preparare il suolo bene in anticipo incorporando non solo materiale organico ma concimando anche con un fertilizzante a lento rilascio ad alto titolo.

I rizomi delle varietà di dimensione ridotta e quelle nane possono essere piantati alla distanza minima di 15-20 cm uno dall'altro. Anche queste cultivar esigono un terreno ricco.

 

Il posto dove i vasi vanno collocati deve permettere innaffiature molto copiose. La mancanza di un'adeguata umidità del suolo compromette il corretto sviluppo delle piante, causa danni al fogliame ed impedisce lo sviluppo delle infiorescenze. Sull'apporto di acqua non possono essere fatti compromessi, come ben sanno i giardinieri professionisti che devono assicurare ottimi risultati per il pubblico. Vista la necessaria alta umidità del suolo risulta generalmente opportuno distribuire esche per impedire la diffusione di limacce che possono apportare notevoli danni soprattutto alle piante nella prima fase di sviluppo.

 

Durante il ciclo vegetativo delle canne è opportuno apportare più volte dei nutrienti sulla superficie del suolo intorno alle singole piante evitando di contaminare le foglie. Qualsiasi concime complesso per piante verdi si presta bene. Le eventuali erbacce nei vasi dovranno essere controllate manualmente. Quando si formano le infiorescenze risulta conveniente intervenire frequentemente per asportare i fiori appassiti. In tal modo si stimola l'ulteriore fioritura e si evita che la pianta riversi troppo presto tutte le sue energie nello sviluppo dei frutti. Per la coltivazione in vasi nelle serre sono state sviluppate negli Stati Uniti particolari linee di Canna dotate anche dalla caratteristica di "autopulirsi": di far cadere automaticamente gli organi appassiti dei fiori. Tali varietà sono ancora poco comuni in Europa.

 

Le Canna x generalis possono rimanere attive molto a lungo, ma in quasi tutta Italia è assolutamente necessario indurre un periodo di dormienza. Questa deve iniziare solo poco prima dei primi geli per permettere alle piante di immagazzinare il più possibile dei nutrienti nei loro rizomi. In autunno si riduce progressivamente l'apporto di acqua e non si somministrano più delle dosi di concime. Al momento più opportuno - generalmente a Novembre - le piante vengono recise a 10-15 cm dal suolo e i vasi vanno posti in un luogo dove non si verificano episodi di gelo.

 

La conservazione dei rizomi è di decisiva importanza per assicurare il successo nella coltivazione delle canne negli anni. Nel caso si decida di dissotterrare i rizomi, è necessario evitare la loro rottura. Si consiglia di non togliere tutta la terra che aderisce alle radici e assolutamente evitare che i rizomi si essicchino completamente. La prassi migliore è quella di immergerli, ancora umidi, in torba secca e coprire le scatole in cui vanno disposti con carta da giornale o simili. Intorno ai rizomi si instaurerà un'atmosfera della giusta umidità relativa. Solo nel caso i rizomi dovessero essersi seccati dopo essere tolti dal terreno sarà necessario inumidire la torba. Risulta vantaggioso applicare un fungicida in polvere.

Le scatole contenenti i rizomi a riposo dovranno essere conservate in un luogo dove non si verificano episodi di gelo, ma la temperatura non supera i 10°C.

Essenziali sono le ispezioni regolari del materiale conservato. Nel caso dovesse verificarsi l'ammuffimento di qualche rizoma è necessario immergere in torba fresca tutti i rizomi ripuliti e cosparsi di fungicida. Nel caso la torba delle cassette di conservazione risultasse invece troppo secca sarà necessario cospargere la sua superficie con acqua evitando che questa si accumuli sul fondo del recipiente.

Al momento della messa a dimora dei rizomi in primavera dovrà essere controllata la presenza di gemme (occhi). Rizomi grandi, con più di tre gemme, possono a quel punto essere tagliati in più pezzi per moltiplicare le piante agamicamente. Risulta vantaggioso applicare del fungicida sui tagli netti fatti con un coltello disinfettato. I rizomi e le loro sezioni dovranno essere ripiantati quando la temperatura permette l'immediato inizio del ciclo vegetativo.

 

       
Parassiti e malattie

 

Le Canna x generalis sono relativamente poco suscettibili ad attacchi di parassiti.

Le piccole piante possono essere danneggiate gravemente dalle limacce ed è consigliabile spargere delle esche prima che si verifichino guasti difficilmente riparabili.

Gli affidi possono attaccare le giovani foglie e trasmettere anche pericolose infezioni. Essi possono essere facilmente controllati con appositi prodotti fitosanitari.

Il ragnetto rosso può talvolta costituire un problema. Nel caso si tema questo parassita è necessario rimuovere in primavera praticamente tutto il residuo dello stelo dell'anno precedente, perché è in questo vecchio tessuto che il parassita sopravvive durante l'inverno.

In Italia si verificano di rado attacchi da bruchi di farfalle che costituiscono invece un grande problema nelle zone calde delle Americhe.

La ruggine delle canne (Puccinia thaliae) causa frequentemente danni nel clima caldo umido dei tropici. Nei giardini italiani non costituisce un problema rilevante, ma deve essere controllata nella coltivazione in serre umide.

Durante la conservazione dei rizomi e nelle prime fasi dell'accrescimento delle piante possono verificarsi danni da funghi come Sclerotium, Fusarum o Pythium. La preventiva applicazione di fungicidi è consigliabile. Inoltre è necessario ispezionare i rizomi al momento della messa a dimora e togliere accuratamente tutte le parti sospette, evitando così la diffusione di eventuali infezioni latenti.

Sui fiori appassiti si può moltiplicare facilmente il fungo Botrytis cinerea. E' consigliabile rimuovere manualmente le parti delle infiorescenze avvizzite o piantare varietà autopulenti.

Notevoli danni posso essere causati da vari virus che attaccano le foglie. Nel caso si osservino delle macchie e clorosi dovute a tali malattie è necessario procedere alla rimozione e distruzione del materiale vegetale, perché non esistono soluzioni efficaci per combattere tali infezioni. Generalmente i virus vengono trasmessi da insetti succhiatori ed il controllo di questi parassiti risulta molto efficace. Comunque piante sospette dovrebbero essere sempre allontanate dalle coltivazioni e messe in quarantena per evitare danni estesi all'intera collezione delle canne nelle collezioni e nelle serre.

 

 

Le canne viste dai fotografi

 

                

               

                      

                      fonti delle foto:  Celeste M.     fesoj     gardenwiseguy     J.G. in S.F.     Jeaunse23

                                      jungle mama        Matt Garner      NYBG      Shotaku     Tulay Emekli   

 

 

 

 

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