FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

 

fonti:   Bill&Cori            Sharon Nardo

mongabay                Jonathan

Ken Blackford                         aluca

               CAT-I     amaryllidaceae

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: dogtooth     billnbenj      CAT-I

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:      alexlomas              Smithonian  Ken Blackford                Sericea

kaDAI                         Tim Waters

uKrris                      maritzburgmerle   

            afriorchids

Scadoxus multiflorus e le sue sottospecie

La specie meglio nota ed anche la più rustica è Scadoxus multiflorus, largamente diffuso dall'Africa tropicale a clima umido fino alla Provincia del Capo, in vari habitat dalle savane delle pianure fino alle foreste di montagna. Esso è stato trovato anche nello Yemen. La più diffusa è la sottospecie multiflorus, mentre la sottospecie longitubus è presente soprattutto in Africa occidentale e la sottospecie katherinae nell'est della Provincia del Capo, ma anche in KwaZulu-Natal, Swaziland, Mpumalanga, Mozambico e Zimbabwe.

In commercio si trova soprattutto la sottospecie multiflorus, caratterizzata dallo sviluppo contenuto, una notevole resistenza alla siccità, un'eccellente sopravvivenza dei bulbi fuori terra, il che permette la messa a dimora ritardata, anche in piena estate.

La pianta dello Scadoxus multiflorus si presenta essenzialmente simmetrica intorno ad uno pseudostelo verde con macchie marroni oppure verde biancastro, formato dalle basi tubolari delle sette a dieci foglie, le quali sono larghe, di consistenza fine, verde chiaro, con una costola centrale. In natura le piante di Scadoxus multiflorus multiflorus raggiungono facilmente l'altezza di 70 cm e più. In coltivazione in Europa le dimensioni sono sempre più modeste, ma anche qui le foglie contribuiscono in maniera decisiva alla bellezza delle piante. Le foglie continuano ad allungarsi dopo la fioritura. L'infiorescenza ha la forma di una larga sfera, simile ad alcuni agli decorativi, formata da un grande numero di fiori. L'infiorescenza è portata su uno stelo succulento verde chiaro. I singoli fiori hanno sei tepali molto piccoli, ma gli stami colorati sono ammassati ed hanno la forma di folti pennelli da barba coperti del polline giallo.

La sottospecie katherinae è la più grande. Nelle sue zone di origine le foglie possono essere sempreverdi e raggiungere la lunghezza di 70 cm e formare piante larghe fino a 110 cm. In natura sono state osservate infiorescenze con un diametro di 25 cm, composte da 200 fiori e le piante intere possono raggiungere l'altezza di 110 cm.

La sottospecie longitubus è la più piccola. I suoi fiori possono avere il tubo del perigonio lungo fino a 2,5 cm.

L'organo ipogeo degli Scadoxus sono grandi strutture bulbose carnose, talvolta rizomatose. Nelle foreste umide dell'Africa esso si trova spesso immerso solo nel substrato costituito dalla vegetazione in decadimento sotto le piante alte e non è praticamente ancorato al suolo. In altre situazioni si trova molto vicino sotto la superficie del suolo.

Le piante del genere Scadoxus sono velenose a causa degli alcaloidi che contengono praticamente in tutti i loro organi. Gli estratti vengono usati in vari Paesi africani per avvelenare le punte delle frecce. Essi fanno anche parte dei farmaci della medicina tradizionale, ma gli alcaloidi degli Scadoxus  sono soprattutto molto velenosi, come viene dimostrato dai frequenti casi di avvelenamento del bestiame quando scarseggia il foraggio. Nella medicina moderna il loro uso è sconsigliato per gli esseri umani.

In inglese viene usata una schiera di nomi volgari, ispirati dalla forma inconsueta delle infiorescenza ed il colore molto vistoso: Toch Lily, Paint Brush, Shaving Brush, Fireball Lilly, Football Lily e Snake Lily.

 

 

La coltivazione dello Scadoxus multiflorus

 

Ne le piante ne i bulbi degli Scadoxus devono essere esposti a temperature inferiori a ca. 5°C. Non è dunque consigliabile lasciare le piante in terra nelle zone dove si verificano episodi anche brevi di gelo. Generalmente la coltivazione avviene in vasi che possono essere collocati all'esterno dalla fine della primavera fino all'inizio dell'autunno. Le cure necessarie per ottenere ottimi risultati non sono affatto difficili, ma le regole principali devono essere rispettate.

Sia l'organo di riserva ipogeo che le radici, spesso presenti alla base del bulbo-rizoma, sono carnosi e friabili. E' necessario maneggiarli con cura per non causare inutili rotture e danneggiamenti. I bulbi vanno piantati appena sotto la superficie di un substrato ricco di humus e ben lavorato fino alla profondità di ca. 30 cm per permettere lo sviluppo dell'abbondante apparato radicale. Le piante non amano il trapianto. Pertanto è consigliabile prevedere la sistemazione in piena terra solo dove le esigenze termiche possono essere garantite. Nel caso di dubbi è preferibile coltivare queste piante in vasi che potranno essere dissotterrati in autunno per essere collocati, con i bulbi in fase di riposo, in una zona adatta, possibilmente buia, fresca, ma mai troppo fredda.

Durante il ciclo vegetativo l'apporto di acqua deve essere regolare, ma non si deve mai verificare il suo ristagno. Dal momento dell'emergenza delle piante è conveniente iniziare la concimazione ogni due o tre settimane con un fertilizzante liquido per piante fiorite, diluito a metà della dose consigliata sulla confezione.

La posizione più conveniente è in una zona con insolazione parziale, evitando il sole diretto soprattutto nelle ore pomeridiane. Alcune sottospecie di Scadoxus multiflorus (per esempio katherinae) sono praticamente sempreverdi, ma conviene comunque indurle al riposo invernale diminuendo opportunamente l'apporto di umidità al suolo. Frequentemente le piante di Scadoxus, anche se coltivate a regola d'arte, tendono a fiorire solo ogni secondo anno. Pertanto è consigliabile piantare nuovi bulbi anche dopo il primo anno dalla messa a dimora.

Risulta molto importante controllare frequentemente la zona intorno alle piante per eliminare le limacce, le quali possono danneggiare gravemente le foglie e il pseudostelo, rendendo le piante non solo esteticamente poco attraenti, ma causando anche un indebolimento della loro stabilità. Per evitare danni da nematodi è utile annaffiare regolarmente, ma far quasi essiccare il suolo prima di ogni nuovo apporto copioso di acqua, la quale dovrebbe trovarsi alla temperatura ambiente ed avere possibilmente una bassa concentrazione di calcio. Durante la fioritura deve essere evitato di bagnare le infiorescenze con un forte getto d'acqua, perché la loro bellezza non è solo dovuta al vistoso colore, ma anche alla sorprendente forma delle infiorescenze, le quali sono anche assai durevoli se recise e tenute in acqua in una zona fresca.

               

                 Scadoxus multiflorus multiflorus coltivato in piena terra nel meridione degli Stati Uniti d'America

                                                                                                                                     foto stokestropicals 

 

 

Le altre specie

 

La creazione del genere Scadoxus, basato su differenze macroscopiche e di conte cromosomiche, ha comportato il trasferimento dal vecchio genere Haemanthus  di alcune delle piante più attraenti ed adatte alla coltivazione anche amatoriale. Esse sono caratterizzate, tra l'altro, da belle foglie sottili che formano un pseudostelo, mentre le piante del genere Haemanthus  hanno generalmente una rosetta di foglie carnose, senza una costola centrale ben evidente, più o meno adagiate al suolo. Oltre lo Scadoxus multiflorus (nelle sue sottospecie) si conoscono otto specie (vedi esempi). Quelle più documentate sono rappresentate nella slide-show nella colonna a sinistra di questa pagina. Possono essere nominati: Scadoxus cinnabarinus e longifolius (vedi), diffusi nell'umido ovest  del continente africano, Scadoxus cyrtanthiflorus presente esclusivamente nelle montagne Ruwenzori tra l'Uganda ed il Congo,  Scadoxus membranaceus del Sudafrica, Scadoxus nutans (vedi) del sudovest dell'Etiopia, Scadoxus pole-evansii (vedi) dello Zimbabwe, Scadoxus pseudocaulus (vedi) dell'Africa tropicale, Scadoxus puniceus del Sudafrica, presente anche in Tanzania ed Etiopia. Il habitat preferito da queste specie è il sottobosco, dunque un ambiente semiombreggiato fino a piuttosto buio. Nelle condizioni sudafricane e della California meridionale gli appassionati riescono a far fiorire bene alcuni di questi gioielli della natura e sono stati anche raggiunti i primi risultati con incroci interspecifici (vedi esempio).

 

alla pagina di Scadoxus in vaso                                           Verifica disponibilità nel catalogo CAT-I

           

                                    Scadoxus natalensis nel giardino subtropicale            foto Huntington Botanic Gardens

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