FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

 

Dall'alto verso il basso: le specie

 O.thyrsoides,  O.dubium,  O.arabicum

                 fonte: www.microscopy-uk.org.uk

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:     J.S.     jaxybelle-Jackie Curtis

        nobuflickr          xiostales

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti patavium    danellle    sonnentau

                     Ibex1        J.S.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti: up.ac.za      Sericea     jacki-dee

                   Patavium

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fonti:  annemiel   jaxybelle-Jackie Curtis

   s.a.r.      Peter Baker     Jim Mayes

       Badly Drawn Dad          J.S.

            

             

  

 

 

 

 

 

Le specie e le cultivar derivate - da mettere a dimora in primavera

                                                                                                          N.B.: clickando sui nomi è possibile vedere delle immagini

 

Il genere Ornithogalum conta oltre 200 specie ed è ben rappresentato da alcune specie rustiche europee ed asiatiche adatte al giardinaggio, i cui bulbi si trovano in commercio per essere piantati in autunno (vedi). Molte delle numerose specie di origine sudafricana sono invece troppo delicate per poter essere coltivate all'aperto in zone dove si possono verificare delle gelate. Pertanto i bulbi di tali specie e le loro selezioni e cultivar posso essere commercializzate in Europa solo in primavera. In Italia si possono trovare solo pochi Ornithogalum  e non tutti sono adatti alla coltivazione in giardino. Nelle seguenti descrizioni vengono trattati solo gli ornitogali che conviene mettere a dimora in primavera, anche se i bulbi di alcuni possono essere acquistati spesso con più facilità già in autunno.

 

Gli ornitogali sono facili in coltivazione. Estremamente importante è il sufficiente drenaggio del suolo perché eventuali perdite sono dovute perlopiù al marciume dei bulbi in terricci troppo saturi d'acqua. La concimazione periodica con un fertilizzante liquido per piante fiorite (ca. ogni due o tre settimane durante il ciclo vegetativo) giova sia allo sviluppo delle piante che alla formazione dei bulbi per la coltivazione negli anni successivi. In Italia è consigliabile dissotterrare i bulbi delle specie di origine sudafricana alla fine del loro ciclo vegetativo e ripiantarli nella primavera successiva.

 

 

 

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Fare click sulle immagini nella colonna a sinistra per vedere delle spettacolari riprese

ravvicinate e al microscopio di tre tra le specie di Ornithogalum  descritte in questa pagina.

<<<<<<<<<<<<<<                        fotografie di Brian Johnston                fonte: www.microscopy-uk.org.uk

 

 

 

 

 

Ornithogalum arabicum

 

Video di Vimeo.com dell'apertura progressiva dei fiori di Ornithogalum arabicum:

from munich timelapse on Vimeo.

                    

Il cosiddetto ornitogalo arabo (Arab Eyes in inglese) è una specie di origine delle zone meridionali del mediterraneo e viene coltivata in Europa già dall'inizio del '600. L'Ornithogalum arabicum può resistere solo ad eventi di gelo moderato e di breve durata. Le piante raggiungono l'altezza di 40-50 cm. I vistosi fiori di colore bianco-bianco avorio, con un diametro anche oltre 5 cm, sono riuniti in racemi radi ed appiattiti. Essi si aprono progressivamente (video) e sono di lunga durata. L'aspetto dei racemi è dovuto al fatto che i fiori situati più in basso sullo stelo floreale vengono portati da pedicelli più lunghi di quelli situati più in alto. I fiori sbocciano in primavera inoltrata e sono caratterizzati da un ovario nero che contrasta con il bianco puro dei sei tepali (vedi) e con le sei antere gialle che formano una coroncina molto attraente. Le piante sviluppatesi da bulbi piantati in primavera fioriscono solo leggermente più tardi di quelli piantati in autunno. Nel caso si desideri posticipare la fioritura fino all'inizio dell'estate, è necessario tenere i bulbi in un ambiente assai secco a temperature non superiori ai 10°C, sottoponendoli ad un controllo settimanale per evitare danni dalla protratta conservazione.

I grandi bulbi di colore bianco-grigio chiarissimo vanno messi a dimora in primavera in tutte le zone dove le condizioni climatiche non permettono la loro sopravvivenza senza danni a  causa del gelo. Il terriccio deve essere preferibilmente ricco e permeabile, ma le piante si accontentano anche di un comune suolo di giardino a medio impasto. L'Ornithogalum arabicum esige una posizione in pieno sole o comunque dove l'insolazione diretta non è inferiore a quattro ore al giorno. La profondità dell'impianto dei bulbi deve essere pari almeno al doppio della loro altezza. Generalmente i bulbi vengono distanziati tra di loro secondo la regola "uno sì, uno no", perché la fioritura è particolarmente attraente in gruppi relativamente fitti. E' opportuno somministrare un fertilizzante liquido complesso due o tre volte durante il ciclo vegetativo ed assicurare in quel periodo una sufficiente umidità del suolo con annaffiature regolari. I bulbi possono rimanere indisturbati a lungo solo in zone non troppo fredde d'inverno e all'inizio della primavera. Generalmente essi vengono dissotterrati dopo la senescenza delle foglie e conservati e fino alla primavera successiva possibilmente immersi in trucioli.

In commercio si trova anche selezioni di Ornithogalum arabicum  caratterizzate da tepali di colore bianco neve. La coltivazione di queste cultivar non si discosta da quella della specie.

 

Ornithogalum dubium

Questa specie si distingue per il colore giallo o arancione dei fiori riuniti in infiorescenze piramidali piuttosto schiacciate a causa della lunghezza decrescente dei pedicelli dal basso verso l'alto. Le infiorescenze vengono portate su steli alti 15-30 cm. I fiori si schiudono progressivamente dal basso verso l'alto (video) e possono essere anche bianchi. Il centro dei fiori è scuro, verde-grigio fino a marrone. All'ascella del pedicello di ogni fiore si trova una vistosa e decorativa brattea verde, la quale protegge il bocciolo durante lo sviluppo dell'infiorescenza. Le foglie, di colore verde intenso, sono disposte in una rosetta basale. Si tratta di un ornitogalo sudafricano a fioritura primaverile precoce,  il quale cresce nei suoi luoghi d'origine nella Provincia del Capo già durante l'inverno e pertanto non sopporta eventi di gelo.

In Italia i bulbi sono generalmente disponibili solo in autunno, ma se conservati bene, a temperature intorno ai 15°C, possono essere messi a dimora dopo il pericolo delle gelate, assicurando lo sviluppo indisturbato delle piante. Quelle sviluppatesi da bulbi piantati in autunno devono essere invece spesso protette dalle gelate tardive anche brevi.

Lo sviluppo delle piante e la fioritura dell'Ornithogalum dubium sono influenzati da vari fattori: la temperatura e l'umidità prima della germinazione, la temperatura alla quale la pianta si sviluppa, la composizione del suolo e la disponibilità di nutrienti. Sono stati eseguiti approfonditi studi su queste condizioni e sono state intraprese ricerche di miglioramento genetico attraverso selezioni ed anche incroci con altre specie di Ornithogalum sudafricani. Il know-how acquisito è oggi proprietà di ditte che producono vasi con piante fiorite destinate ad essere tenute all'interno di abitazioni, dove la lunga fioritura delle cultivar (fino a tre settimane) viene molto apprezzato. Inoltre, le piante allevate e programmate a fiorire nei momenti più importanti per l'industria dei fiori recisi sono diventate un'importante fonte di guadagno della filiera fioristica. Il giardiniere amatoriale non può, ovviamente, competere con queste produzioni e per ora non ha neppure accesso al materiale vegetale migliorato, con fiori particolarmente grandi di colore arancione, giallo vivo o anche bianco. Basta nominare per esempio la cultivar SUN STAR (nome tratto da quello volgare usato per l'Ornithogalum dubium nella lingua inglese) con vistosi fiori arancioni che sta riscuotendo un importante successo, ma di cui è impossibile trovare i bulbi nel commercio comune. Così come è avvenuto con le cultivar di Alstroemeria, Freesia o Zantedeschia, si può prevedere che col tempo anche queste nuove introduzioni e le istruzioni per la loro coltivazione diventeranno accessibili al mercato amatoriale.

 

Ornithogalum longibracteatum  è una specie originaria da una baia della Provincia del Capo in Sudafrica e da zone in Africa tropicale. In Europa la sua coltivazione è possibile in vaso e viene trattata nella sezione appropriata (vedi).

 

Ornithogalum saundersiae

Questa è una specie originaria del Sudafrica, soprattutto delle province KwaZulu-Natal, del Nord-Est e Mpumalanga, nonché dello Swaziland. Il nome ricorda la signora Katharine Saunders (1824-1901), un'artista e collezionista di piante, che inviò i bulbi di questa specie ai Royal Botanic Gardens di Kew nel 1887. La specie si distingue per il notevole sviluppo dello stelo floreale, che può facilmente superare un metro di altezza. I fiori di colore bianco avorio con un vistoso ovario verde-nero si aprono in corimbi piuttosto piatti e durano a lungo. Le foglie sono decidue, di colore verde scuro, lanceolate e lunghe fino a 50 cm, disposte in una rosetta basale. La pianta non è rustica ed i bulbi devono essere messi a dimora in primavera e nelle comuni condizioni italiane è necessario dissotterrarli in autunno e conservarli immersi in trucioli fino alla primavera successiva. I bulbi vanno piantati alla profondità almeno doppia della loro altezza e distanziati tra di loro ca. 50 cm per permettere lo sviluppo regolare delle foglie. Il suolo deve essere permeabile, possibilmente ricco e durante il ciclo vegetativo non deve mancare l'apporto di acqua seppure parsimonioso.

L'Ornithogalum saundersiae si presta molto bene per creare un punto focale in mezzo ad un prato o in un'aiuola di sufficiente dimensione. Grandi gruppi di questa specie sono particolarmente attraenti e danno molte soddisfazioni sia per la bellezza del fogliame che per la lunga durata dei fiori (vedi). Ogni parte di questa pianta è altamente tossica e nei luoghi di origine si verifica assai frequentemente la morte di giovani inesperti esemplari di bestiame. 

 

Ornithogalum thyrsoides

Il nome comune inglese Wonder Flower (Fiore delle meraviglie) dice già molto sulla bellezza di questa specie sudafricana. Un altro suo nome comune inglese Chincherinchee  /pronunciato Cincericì/ è molto noto, ma non è altro che una trascrizione del nome usato in afrikaans, tjienkerientjee. Esso è dovuto al suono prodotto dallo strofinamento degli steli uno contro l'altro in caso di vento, chiamato  tinkerintees dal botanico svedese Carl Peter Thunberg nel 1772. Questo strano nome, considerato anche dagli Inglesi come difficile da pronunciare, viene applicato pure ad altre specie (Yellow Chincherichee per Ornithogalum dubium, Giant Chincherichee per Ornithogalum saundersiae) e viene spesso abbreviato ad un semplice Chink da parte degli addetti ai lavori ed anche dal grande pubblico.

Questa specie, originaria del Namaqualand e della Provincia Occidentale del Capo in Sudafrica, è nota già dall'inizio del '700 e viene da lungo tempo coltivata per la produzione di fiori recisi. Essa fu descritta nel 1776 da Nikolaus Joseph von Jacquin, professore di chimica e botanica all'Università di Vienna, ed illustrato nel Hortus Botanicus Vindobonensis da Franz Anton von Scheidel.  Gli steli possono raggiungere l'altezza di 60 cm, ma nei cloni comunemente disponibili sono generalmente più corti. I fiori a coppa sono bianco puro, frequentemente con la base giallo-grigio-marrone di varia intensità. Gli stami sono gialli e formano una coroncina molto decorativa intorno al corto pistillo chiaro situato direttamente sopra l'ovario supero di colore verde-marrone. I fiori sono riuniti in racemi piramidali su steli privi di foglie e possono essere assai numerosi - fino a 30 per spiga. Essi sono di lunga durata e la stessa fioritura si protrae in coltivazione per alcuni mesi a cominciare dalla metà dell'estate. I tepali hanno un piccolo alone giallo o marrone chiaro alla base e l'ovario è verde-marrone chiaro. All'ascella del pedicello di ogni fiore si trova una brattea di colore verde chiaro, la quale protegge il bocciolo durante lo sviluppo dell'infiorescenza e dopo l'apertura del fiore diventa quasi trasparente.

Le foglie, lanceolate, lunghe 15-30 cm, verde chiaro, sono disposte in una rosetta basale. Come anche altri ornitogali, le piante dell'O. thyrsoides sono dotate di fototropismo.

In Italia è comune che le piante di Ornithogalum thyrsoides siano in fiore da Luglio fino ad Ottobre. Un esempio può essere fatto con l'interessante cultivar MOUNT FUJI, relativamente bassa (mediamente 30 cm), che è una selezione in cui frequentemente i fiori si presentano semidoppi, di colore bianco crema, bianco-verdastro o bianco puro secondo la temperatura ambientale, l'insolazione, l'apporto di acqua e l'avanzare della stagione (vedi alcune foto nella slideshow nella colonna a sinistra). La selezione MOUNT EVEREST, alta e robusta, presenta fiori di colore bianco neve.

 

Nelle zone di origine  il ciclo vegetativo dell'Ornithogalum thyrsoides si adatta alle condizioni climatiche: nelle zone con estati piovose va dalla primavera all'autunno, mentre in quelle con estati secche dall'autunno alla primavera. I bulbi sono dunque capaci di superare le estati torride nello stato di dormienza, ma d'inverno non devono verificarsi episodi di freddo.

I bulbi della specie Ornithogalum thyrsoides sono relativamente grandi e verdastri. Essi vanno piantati alla profondità pari al doppio della loro altezza in un suolo molto ben drenato, possibilmente ricco di sostanza organica e distanziati tra di loro secondo la regola "uno sì, due oppure tre no". I bulbi della cultivar MOUNT FUJI sono più piccoli di quelli della specie ed anche le piante sono più esili, ma molto fiorifere. In zone calde, dove non si verificano gelate che possano danneggiare i bulbi lasciati interrati, essi si moltiplicano agamicamente assai velocemente.

Grazie al fatto che questa specie viene estesamente coltivata per essere venduta recisa, non si verificano particolari pressioni sulle popolazioni selvatiche, le quali tuttavia decrescono continuamente a causa degli altri usi a cui sono soggetti i terreni dove esse prosperano. I prati in cui crescono le piante di Ornithogalum thyrsoides sono di una bellezza straordinaria (vedi).

Le piante sono tossiche: anche mescolate al foraggio per gli animali possono portare alla morte di ovini, bovini e cavalli.

 

Altre specie di particolare interesse

Tra le numerosissime specie non ancora ampiamente sfruttate come piante ornamentali possono essere citate:

O. armeniacum (Turchia) - fiori di colore bianco e verde in primavera

O. candicans - vedi Galtonia candicans

O. conicum (Sudafrica) - grandi fiori bianchi all'inizio dell'estate

O. diluculum (Sudafrica) - fiori gialli con margini verdi all'inizio della primavera

O. exscapum (Europa Sud-Orientale) - nano, fiori bianchi in primavera

O. fimbriatum (Balcani) - foglie pelose, fiori bianchi o verdi in primavera

O. graminifolium (Sudafrica) - fiori bianchi, gialli o rosa in estate

O. maculatum (Sudafrica) - fiori gialli, arancione o arancione-rosso, punte dei tepali nere o gialle

O. multiflorum (Sudafrica) - fiori arancione-giallo brillante, già usato per creare nuove cultivar

O. polyphyllum (Sudafrica) - fiori bianche o gialli, fortemente profumati, in primavera

O. pyrenaicum (Europa meridionale e Caucaso) - f. verde pallido con pagina interna gialla, primavera

O. sintenisii (Iran, Russia al Mare Caspio) - f. bianchi, costola verde su pagina inferiore, primavera

O. tenuifolium (Sudafrica) - fiori verdi con bordi bianchi in estate

O. vittatum (Sudafrica) - fiori gialli con pagina inferiore dei tepali verde in estate.

 

 

                           

                                                                        Ritratto di ornitogalo.                       foto annemiel

 

alla pagina degli Ornithogalum da coltivare in vaso

 

alla pagina degli Ornithogalum da piantare in autunno in piena terra

 

 

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