FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione
 

 

Gloriosa superba (come Methonica superba) nel dipinto di J.P.Redouté in "Les Liliacées", 1809.    vedi

Gloriosa modesta   (ex Littonia m.)

foto:  J.S.     KaDAI

La specie Gloriosa superba, diffusa sia in Africa che in Asia meridionale.          fonti delle foto:      Shantanu98   xerantheum             afriorchids        Flos Passionis      anple      pestee35      Tony Fernando         kuno mejina      Inoka        per.aasen         Pratiksha      sztariq                        santripthi  snonymous7            Tim Waters        sandesh1477        Vihang Ghalsasi

Alcune peculiarità morfologiche

                                             foto J.S.

 

Gloriosa superba Linn. nell'incisione di

Johann Bernhard Gottfried Hopfer,

Accademia di Berlino, XVIII sec.

 

La moltiplicazione delle Gloriosa viene

fatta sia dai semi che dai tuberi.

fonti delle foto:    vedi semi    vedi tuberii

 

Gloriosa superba cv. "Rothschildiana"

tre stadi di sviluppo del fiore  foto J.S.

 

 

Gloriosa superba cv. "Rothschildiana"

   fonte:   T.K.    juan_y_ana     J.S.

                                          

 

 

 

Gloriosada coltivare in piena terra

                 

Il genere Gloriosa è conosciuto fin dal 1678 e la specie Gloriosa superba venne inserita da Linneo in "Species plantarum" (1753). Successivamente vennero descritte numerose forme di Gloriosa ed a più di trenta venne addirittura attribuito lo statuto di specie a sé stanti. Nel 1973 venne poi sostenuto dai Royal Botanic Gardens di Kew che esiste una sola specie, mentre altri botanici ne riconoscevano due oppure nove. Nel 2001, nel suo libro "Bulbs for Warm Climates", Thad M. Howard, commentò tale situazione poco chiara con la frase in gergo americano: You pays your money and takes your choice. Studi recenti di John Charles Manning (National Botanical Institute, SA) portarono ad un sostanziale chiarimento della tassonomia del genere Gloriosa, a cui vengono attualmente attribuite ufficialmente dieci specie. E' interessante notare che tutte, salvo la ben nota G. superba, sono state descritte nel XX secolo e ben sette provengono dall'ex genere Littonia. Oltre la G. superba, solo la Gloriosa aurea (originaria della Somalia) e la Gloriosa sessilifolia (originaria dello Zambia) sono state già state prima riconosciute come gloriose. In commercio si trovano tuberi solo delle varie selezioni della Gloriosa superba, seppure frequentemente  indicate per comodità, ma erroneamente, come specie diverse. Raramente viene commercializzata anche la Gloriosa modesta.

Il nome del genere Gloriosa deriva dal latino gloriosus (pieno di gloria) e ben si addice a queste piante con fiori spesso eccezionalmente attraenti, originarie dell'Africa e dell'Asia del Sud. La maggioranza delle specie è rampicante. Si attaccano saldamente ai rametti di arbusti o altri sostegni con cirri all'estremità delle foglie. Possono raggiungere altezze notevoli, anche molto oltre i 2 metri, ma possono anche svilupparsi come piante sarmentose e striscianti.

In commercio si trovano svariate forme di Gloriosa superba. Tra queste la più vistosa e maggiormente coltivata è la selezione 'Rothschildiana', descritta nel 1903 da O'Brien come una specie a sé stante, portata in Europa dall'Uganda nel 1902 da B.Battray e in coltivazione orticola dal 1904. Il nome è stato dato in onore della figlia del secondo barone Rothschild. Frequentemente i vari cloni oggi presenti nei vivai vengono ancora erroneamente indicati come Gloriosa rothschildiana. Essi presentano una notevole variabilità, con tepali più o meno ondulati, con i colori rosso e giallo dei fiori di varia intensità, con fiori di varie dimensioni su piante pure di varia statura.

Originariamente le Gloriosa venivano ascritte alla famiglia Liliaceae ed anche i nomi comuni (Giglio glorioso, Giglio fiammeggiante, Giglio rampicante, Giglio del Mozambico, Flaming Lily, GLory Lily, Climbing o Creeping Lily, Malabar Glory Lily) ricordano questa classificazione. Dalle Liliaceae è stata però separata la famiglia delle Colchicaceae, con piante caratterizzate tra l'altro dalla presenza di certi alcaloidi (p.es. Colchicina). Oltre alle Gloriosa a tale famiglia appartengono e.g. anche il genere Colchicum delle zone temperate dell'Eurasia e quello affine alla gloriosa, Sandersonia, del Sud Africa (mentre l'ex genere Littonia  dell'Africa tropicale e subtropicale è ultimamente confluito nella stessa Gloriosa).

 

Gloriosa superba

 

Questa specie è largamente diffusa in Africa. dalle zone tropicali fino al Sud Africa, ed in Asia nel subcontinente indiano e fino alle Isole della Sonda. I primi esemplari di Gloriosa ad essere importati in Europa verso la fine del XVII secolo dagli Olandesi furono proprio di origine asiatica.

Le varie forme di Gloriosa superba presenti in commercio si distinguono non solo per i colori dei fiori, ma anche per la dimensione delle piante ed, in conseguenza, della grandezza dei tuberi. Si deve però segnalare che anche tra i tuberi della cultivar 'Rothschildiana', la più largamente coltivata, possono sussistere notevoli differenze di dimensione e di peso. In generale è possibile affermare che dai tuberi più grandi e più voluminosi di una certa forma della specie cresceranno le piante più vigorose e forti. Oltre che alla dimensione dei tuberi è necessario prestare una particolare attenzione alla loro qualità, soprattutto per quanto riguarda la loro turgidità e la presenza della gemma non danneggiata all'estremità del tubero. I tuberi in commercio sono praticamente tutti presenti come singoli segmenti ("gambi" o "dita" vedi).  Infatti, i tuberi delle Gloriosa sono normalmente a forma di U, V o L (vedi), con due "gambi". In natura queste piante sfruttano entrambi i segmenti del tubero. Prima si sviluppa la gemma su uno di loro e solo successivamente, se la pianta è sufficientemente forte, cresce anche la seconda gemma, la quale ha comunque un ruolo di un'assicurazione per la pianta, nel caso il primo getto venga danneggiato.

I singoli segmenti ("gambi") in commercio sono il risultato di un taglio netto del tubero originale, praticato al momento della moltiplicazione. Pertanto, una delle estremità del "gambo" porta una cicatrice. Questa estremità è la più esposta all'attacco di parassiti se non completamente cicatrizzata e conviene piantarla leggermente sporgente dalla superficie dal terriccio del vaso. Di conseguenza, l'intero "gambo" dovrà trovarsi in una posizione obliqua, per assicurare all'estremità con la gemma (l'occhio) di essere ben coperta dal suolo. Mentre un tubero non tagliato (a forma di "U") potrà essere interamente piantato orizzontalmente alla profondità di circa 5 cm in un suolo ricco di humus, la gemma del "gambo" singolo si troverà generalmente ad una profondità maggiore. Questo fatto non comporta problemi se il terriccio è di ottima qualità ed è permeabile e ricco. La lenta germogliazione e l'iniziale sviluppo del fusto, fortemente influenzati dalla  temperatura sufficientemente alta del substrato, permetterà alla piantina di emergere dal terriccio solo poco più tardi rispetto al tubero piantato orizzontalmente.

Il buon ancoraggio della pianta nel suolo è importante per assicurare lo sviluppo verticale del fusto prima che questo possa produrre le foglie agli apici delle quali si trovano dei viticci - i "cirilli". Con queste strutture prensili la pianta riesce ad ancorarsi su rami di arbusti, su reti o altri sostegni ed assicurare così lo sviluppo in altezza per raggiungere le zone il più possibile esposte al sole. Infatti, la situazione ideale è quella in cui i tuberi si trovano nel suolo parzialmente ombreggiato e dunque relativamente fresco, mentre la pianta cerca da sola l'ambiente più luminoso, dove espone le sue belle foglie verdi, opache o semilucide, disposte a verticillo, opposte o alternate lungo il fusto.

Le infiorescenze delle Gloriosa superba sono terminali, costituite da fiori ascellari radi, da sembrare fiori solitari, ma le piante più forti portano all'apice infiorescenze ramificate più dense. I boccioli hanno una forma campanulata con i sei tepali verdognoli o giallo crema. Man mano che essi ingrandiscono maturando, assumono progressivamente i colori finali: rosso in varie sfumature, arancione, rosa violaceo, giallo di varie intensità, cremisi. Simultaneamente i tepali estroflettono completamente e danno ai fiori il tipico aspetto a giglio invertito, con i filamenti vistosamente sporgenti orizzontalmente dalla base. In particolare è da notare che anche il pistillo è orientato orizzontalmente, generalmente a 90° rispetto all'asse del fiore. Per assicurare che tutti i boccioli delle infiorescenze si ingrandiscano e completino la fioritura, è opportuno  asportare i fiori appena essi cominciano ad appassire. Solo così si stimola la pianta a portare avanti la fioritura anche dei nuovi boccioli che si sviluppano sulle ramificazioni apicali mentre la pianta continua a crescere.

I fiori di Gloriosa superba vengono prodotti anche commercialmente per essere recisi. Se colti presto, possono durare a lungo (anche 8-10 giorni) in prestigiose composizioni, alle quali essi apportano un interessante tocco esotico.

Dopo la fioritura possono svilupparsi i frutti (vedi) che contengono i semi. Essendo la propagazione da semi molto lenta e sono necessari alcuni anni prima che si possano ottenere piante capaci di fiorire, si preferisce normalmente togliere anche gli ultimi fiori e far piuttosto sviluppare bene il tubero.

L'inizio della senescenza della pianta viene segnalato dal progressivo suo ingiallimento all'inizio dell'autunno. Questo è un periodo importante per il deposito dei nutrienti nel tubero e non deve essere interrotto artificialmente finché la pianta non si secca da sola.

La propagazione avviene tramite separazione dei gambi dei tuberi. E' importante evitare attacchi fungini e batterici ai tagli ed è meglio delegare queste operazioni ai vivaisti specializzati.

 

Ogni parte delle Gloriosa se ingerita, soprattutto il tubero,  è altamente tossica per l'uomo e gli animali (alcaloide colchicina).  leggi

 

La Gloriosa superba è il fiore nazionale dello Zimbabwe, dove questa pianta è protetta per legge. 

 

 

La coltivazione della Gloriosa superba in piena terra

Le Gloriosa possono essere allevate in piena terra solo in luoghi dove non si verificano mai gelate e dove la temperatura media invernale del suolo non scende sotto i 5 °C. Se in inverno il terreno rimanesse spesso molto umido, oppure le temperature non corrispondessero a quanto indicato, è necessario procedere al dissotterramento dei tuberi nel mese di novembre e la loro conservazione, come indicato più avanti, fino alla fine di marzo.

. I tuberi (vedi)  devono essere interrati obliquamente da marzo a maggio in un substrato ricco e permeabile di ottima qualità. L'estremità con la gemma (l'occhio) deve trovarsi a 5 cm o più in profondità. L'estremità opposta del tubero, se evidenzia una cicatrice dal taglio di propagazione, deve essere posto al livello del suolo. Se non si nota alcun taglio (tubero a U o V), l'intero tubero deve essere posto orizzontalmente alla profondità di almeno 5 cm.

. Inizialmente, se necessario, è opportuno irrigare, ma con parsimonia. La germogliazione è relativamente lenta e può protrarsi per svariate settimane. Quando la pianta emerge è necessario assicurare un regolare apporto di acqua. E' opportuno far essiccare il substrato quasi completamente prima di un nuovo annaffiamento, se le precipitazioni meteoriche non fossero sufficienti.

. Una volta ogni tre settimane è conveniente applicare un concime liquido per piante fiorite, diluendolo della metà la dose consigliata sulla confezione commerciale.

. Le piante abbisognano di sostegni ai quali potranno fissarsi tramite i cirri fogliari. Le piante coltivate con sostegni sono generalmente in grado di fiorire più abbondantemente.

. Le piante esposte per almeno 4 ore giornaliere al sole possono iniziare a fiorire 6-8 settimane dopo la messa a dimora dei tuberi.

. E' consigliabile eliminare i fiori appena inizia il loro appassimento.

. Dopo la fioritura le piante devono essere irrigate regolarmente fino al momento in cui inizia il loro ingiallimento, mentre la concimazione può essere sospesa due settimane dopo la schiusa dell'ultimo fiore. Durante la fase di senescenza, fino al completo essiccamento, la pianta dovrà essere irrigata sempre più raramente.

. Nel caso si debba procedere al dissotterramento dei tuberi, questi dovranno essere lasciati in terra fino a novembre. Poi devono essere puliti con cura da eccessivi residui di suolo e posti in un letto di torba quasi completamente secca, oppure in uno strato di vermiculite. Molto opportuna è anche la conservazione dei tuberi avvolti singolarmente in ritagli di carta da giornale. Durante la conservazione, la quale deve essere della durata di almeno 8 settimane nel caso si desideri avviare la crescita in condizioni protette, i tuberi non devono essere esposti a temperature inferiori ai cinque gradi C.

. I giovani getti possono essere attaccati da limacce. Sulle foglie possono verificarsi danni da afidi ed il ragnetto rosso.

 

 

I fiori delle Gloriosa affascinano i fotografi di tutto il mondo.

Alcuni esempi:

 

                

fonti delle foto:      David Lev        longk48        Spirit photos        kuno mejina        MrMeik       Awalé      J.S.

                     Ryan Brooks        fui        FlosPassionis          kattamos         kayianwong223      iwasfixin2

                             dinesh valke        Craigh Marsden        Brissy Girl-Jan.        BigMs.Take         Bill Davies

                                        KaySeeArr           M.P.M.           chapstickaddict           louisetolman

 

 

alla pagina di Gloriosa da coltivare in vaso

 

 

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