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Sternbergia lutea

 

Tutte le specie (8-12) del genere Sternbergia sono originarie del Mediterraneo e del Medio Oriente.  Si tratta di un genere affine a Narcissus. Infatti, in inglese viene usato il nome comune Autumn daffodil, probabilmente perché i bulbi assomigliano molto a quelli dei narcisi.  L'affinità tra i due generi è però solo botanico. Dal punto di vista della forma non c'è da sorprendersi che molte persone pensino si tratti di un croco. Basta però ricordare che l'ovario delle Sternbergia è infero e contando gli stami si nota subito che la Sternbergia ne ha sei, mentre i crochi solo tre. I fiori di tutte le specie sono di colore giallo, con la sola eccezione della rarissima Sternbergia candida (vedi)con fiori bianchi. Tutte le specie sono a fioritura autunnale, ad eccezione di due specie: S. candida  e S. fischeriana (vedi) a fioritura in tardo inverno o primissima primavera.

La specie meglio nota e l'unica facilmente reperibile è la Sternbergia lutea, diffusa in quasi tutta Italia, ma ormai classificata come pianta rara. Essa viene spesso indicata come la migliore bulbosa a fioritura autunnale ed è ben nota agli appassionati di tutto il mondo. I suoi nomi inglesi, oltre al già citato Autumn daffodil, indicano la sua popolarità e l'associazione con i luoghi d'origine: Lily-of-the-field e Mount Etna Lily. Il nome volgare italiano richiama la somiglianza con la forma dei crochi autunnali:  Zafferanastro giallo. La pianta raggiunge l'altezza massima di 15-20 cm. I fiori, di forma ovoidale e lunghi fino a 5 cm, sono portati da steli biancastri e sono di colore giallo oro. Le foglie lineari larghe ca. 1 cm, sono presenti già al momento della fioritura a settembre o ottobre e continuano ad allungarsi successivamente. La forma 'Angustifolia' è caratterizzata da foglie più sottili. La specie affine Sternbergia sicula (vedi), frequentemente considerata una sottospecie della S. lutea, è leggermente più piccola. I suoi fiori hanno un colore giallo chiaro, le sottili foglie sono molto scure. Di questa specie è nota anche la forma 'Graeca' con foglie ancora più sottili e fiori ad imbuto .

I bulbi della Sternbergia lutea assomigliano a quelli dei narcisi e sono molto velenosi. Sono ricoperti di catafilli di colore marrone scuro. La loro propagazione agamica è piuttosto lenta e questo fatto contribuisce alla scarsità delle piante in natura, i cui fiori vengono purtroppo spesso raccolti senza rispettare i divieti. I bulbi di nuovo acquisto vanno piantati alla fine dell'estate o all'inizio dell'autunno in ampi vasi alla profondità pari al doppio della loro altezza. Il suolo deve essere permeabile, ma può essere anche sassoso e pesante se ben drenato. Nel caso si debba usare un terriccio venduto insaccato, conviene scegliere solo un tipo molto buono (dunque relativamente costoso e senza il minimo odore di muffa) e renderlo ben drenante con l'aggiunta del 20-30% di sabbia di fiume. I bulbi vanno piantati secondo la regola "uno sì, uno no" o più distanziati, ma sempre possibilmente in gruppi numerosi. I vasi devono essere collocati in pieno sole o in zone dove il sole è presente nella mattinata. Una debole concimazione con un fertilizzante liquido per piante fiorite subito dopo la fioritura aiuta lo sviluppo dei bulbi. In assenza di forte gelo le foglie persistono durante l'inverno e nutrono i nuovi bulbi, i quali dovrebbero trovarsi durante il periodo di dormienza estiva in un substrato asciutto.  Pertanto, i bulbi presenti in vasi dove viene praticata l'irrigazione durante i mesi caldi sono in gran pericolo ed è consigliabile dissotterrarli e conservarli in un luogo asciutto fino al reimpianto all'inizio di settembre. 

 

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