FOTO NOME (specie  sottospecie  'Forma'  CULTIVAR)                    Descrizione

Si consiglia di consultare anche la pagina dei Lilium da piantare in primavera in vaso: 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lilium martagon

 

 

 

Lilium martagon 'Album'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lilium candidum (Giglio della Madonna, Giglio di S. Giuseppe o S.Antonio)

 

In Europa questo è il giglio più noto e più venerato già dall'antichità. Infatti, i primi dipinti di bulbose a Creta raffigurano questa pianta che era il fiore di Afrodite. Anche nell'Antica Roma Lilium candidum veniva considerato l'emblema delle dee Venere e Diana, e veniva abbondantemente usato durante cerimonie e feste. Nell'era cristiana il suo fiore candido divenne il simbolo della purezza della Vergine e durante il medioevo veniva coltivato nei giardini ed orti dei monasteri. Le rappresentazioni del suo stelo con i fiori bianchissimi nei quadri dell'Annunciazione, si contano tra le espressioni più sublimi della devozione artistica di tutti i tempi (vedi nella nostra sezione artistica).

La specie è originaria del Mediterraneo orientale e naturalizzata in molte zone dell'Europa del Sud e del Medio Oriente fino in Afghanistan. I bulbi sono composti di scaglie carnose senza involucro, che devono essere trattate con cura perché non vengano danneggiate durante la conservazione e l'impianto. A differenza di praticamente tutti gli altri Lilium, i bulbi devono essere piantati poco profondi. Basta che siano coperti con ca. 3 cm di suolo. Sviluppano le radici solo dalla placca basale che è importante rimanga integra, con le scaglie ben attaccate. La distanza tra i bulbi deve essere pari ca. a due volte il loro diametro (regola "uno sì, due no"). Il terreno deve essere ricco, friabile e molto permeabile. Come tutti i veri gigli, L. candidum non sopporta l'acqua stagnante ne a livello del bulbo stesso ne a quello delle radici. I bulbi piantati in autunno sviluppano subito il fogliame che riesce a superare senza difficoltà il freddo invernale, ma i vasi non dovrebbero essere esposti al freddo intenso per evitare il danneggiamento delle radici. E'  possibile conservare i bulbi fino alla primavera immersi in trucioli, ma a causa del metabolismo che non si arresta durante l'inverno, questi bulbi risultano generalmente più deboli di quelli piantati già in autunno. Il pericolo maggiore durante i mesi autunnali viene dall'insetto specializzato in Lilium, il coleottero Lilioceris lilii (vedi). Se questo parassita non viene controllato in tempo, può causare gravissimi danni al fogliame e ridurre significativamente la vigoria delle piante, fino a causare la loro morte.

Con i primi giorni tiepidi della primavera riprende la crescita delle piante di giglio dopo l'apparente riposo invernale e comincia a crescere lo stelo fiorale che può raggiungere e superare 50-60 cm anche in vaso. Grandi bulbi e piante ben nutrite durante la primavera con ripetute concimazioni con un fertilizzante liquido per piante fiorite possono portare fino a 20 fiori in racemi. I fiori sono bianchissimi, con prominenti stami ed antere gialle, e sono dolcemente ed intensamente profumati. Si schiudono generalmente nella seconda metà di maggio e durano assai a lungo, soprattutto se in quel periodo non li si fa mancare l'acqua. Le annaffiature devono essere dirette solo alla parte inferiore delle piante per evitare di danneggiare i fiori e causare il dilavamento del polline. Esistono alcune selezioni di forme - con foglie screziate, con un portamento ridotto, con una colorazione porpora chiaro - ma sono molto poco usate e chiunque parli del Giglio della Madonna pensa sempre solo alla specie originaria.

 

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Lilium martagon

 

Il giglio martagone è una specie europea, spontanea in zone collinari e montuose. Cresce soprattutto nelle radure, nelle brughiere di altitudine, nei prati montani anche su substrato calcareo. E' diffuso fino alla Scandinavia ed a Est fino al Caucaso ed oltre, all'Asia centrale. Le piante raggiungono normalmente l'altezza di 40 a 100 cm, hanno delle foglie addensate a verticillo nella parte inferiore del fusto e solo sporadiche nella parte superiore, ma esiste anche una varietà naturale con le foglie distribuite lungo il fusto (var. alternifolium della Svizzera). I fiori sono raccolti nel racemo terminale, generalmente in un numero assai basso di 3 a 5. Più si va al Nord e nelle zone fredde dell'Europa Centrale, più sono numerosi i fiori, anche oltre 20 per stelo fiorale, e sono state contate fino a 50 su piante di grande sviluppo. I sei tepali lanceolati sono ripiegati verso l'alto dando al fiore il tipico aspetto a turbante turco. Essi sono di colore rosso intenso, porpora o rosa pallido con macchiette porporine scure. Gli stami sono prominenti. Per completezza e per accennare alla notevole variabilità, si possono citare varietà europee anche con fiori di altri colori e caratteristiche speciali: con colore giallo (var. flavidum), bianco con macchie rosa (var. albiflorum), bianco puro (var. album), rosa puro senza macchie (var. carneum in Austria), rosso porpora (var. sanguineopurpureum in Albania), con fiori doppi (var. plenum in Svezia),  con fiori rosso mogano (var. cattaniae in Dalmazia). In certe zone alpine europee ed in Asia sono presenti piante con una peluria sullo stelo (var. hirsutum delle Alpi meridionali e var. pilosiusculum della Siberia e Mongolia con peli anche sul retro dei tepali, var. caucasicum con steli molto forti che possono raggiungere oltre 2 m di lunghezza e ricoperti di vistosi peli).

I bulbi del Lilium martagon sono di forma ovoidale, con fitte scaglie carnose gialle. Devono essere piantati assai profondi, nonostante le piante emettano radici solo dalla placca basale. Si consiglia di metterli a dimora in autunno in buche profonde almeno tre volte la loro altezza e di prevedere di non disturbarli negli anni perché non amano il trapianto. La distanza tra i bulbi dovrebbe corrispondere al triplo del loro diametro ("uno sì, tre no"). Il suolo deve essere ricco, umifero, tipicamente da radure ed il sottobosco montano, ma molto permeabile e friabile, il quale durante l'estate non deve surriscaldarsi ed asciugarsi eccessivamente.  Durante il periodo primaverile, prima della fioritura a giugno, è opportuno apportare dei nutrienti in forma di un fertilizzante liquido somministrato ripetutamente con l'acqua di irrigazione.

E'  evidente che questo giglio coltivato in vaso deve godere di un'attenzione particolare, soprattutto se si desidera che rifiorisca dopo il primo anno.

In commercio si trova soprattutto la specie base originaria dei monti in Turchia, ma in tardo autunno anche la varietà album. Quest'ultima è però di difficile reperimento ed è anche notevolmente più costosa. I bulbi sono talvolta reperibili anche in primavera e possono essere piantati a marzo.

 

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Lilium monadelphum

 

Il giglio del Caucaso si conosce come pianta da giardino dall'inizio del XIX secolo, ma in Italia viene ancora coltivato di rado. Il grande bulbo ha numerose scaglie poco dense che sembrano delle foglie un poco avvizzite (sono in fatti, come tutte le scaglie dei gigli, delle foglie trasformate), di colore giallo biancastro, elastiche, ma facilmente danneggiate se conservate male. Il bulbo esige una sufficiente umidità relativa dell'aria per mantenere la sua capacità di germogliare e dovrebbe essere conservato e trasportato immerso in trucioli o torba. Le foglie sono relativamente larghe (ca. 2,5 cm) e lunge fino 12 cm. Esse  crescono lungo il fusto che può raggiungere l'altezza di 120 cm. I fiori si aprono a metà primavera e sono generalmente numerosi, di colore giallo limone con margini punteggiati. Per quanto concerne il colore dominante ed anche quello delle macchiette si osserva una notevole variabilità di entrambi: rispettivamente da giallo tenue a giallo oro e da ocra a marroncino. La forma dei fiori, quando sono completamente aperti, è simile a quella del Lilium martagon, ma essi sono più grandi. I bulbi devono essere piantati possibilmente presto in autunno, e comunque sempre subito dopo averli acquistati, in un suolo ricco di humus ed in vasi grandi posizionati in un luogo assai ombreggiato, ma dove la pianta avrà, possibilmente di mattina, almeno un'ora di sole diretto. Il suo habitat è montano e si deve cercare di simulare queste condizioni. Importante è ricordare una proprietà inconsueta tra le bulbose: dopo il trapianto questa pianta spesso salta un ciclo vegetativo, rimanendo in uno stato di dormienza apparente. Durante questo periodo, come sempre d'estate, l'umidità del suolo deve essere bassa ma sufficiente a non far essiccare completamente le delicate scaglie del bulbo. I bulbi di questo giglio rustico dovrebbero essere lasciati indisturbati per molti anni.

 

In autunno vengono venduti anche altri Lilium adatti ad essere messi a dimora in tale stagione, perché possono fiorire già durante la tarda primavera successiva. Spesso tali bulbi sono disponibili anche durante la primavera. Nel caso non fosse possibile mettere i vasi a riparo, conviene ripararli in un luogo dove la temperatura notturna durante l'inverno non scende sotto zero. Qui vengono citati alcune specie particolarmente interessanti: L. cernuum, L. davidii, L. hansonii, L. leichtlinii leichtlinii, L. pardalinum, L. pyrenaicum. La loro coltivazione non è difficile. Esigono approssimativamente le stesse condizioni del Lilium candidum, ma i bulbi devono essere piantati ad una profondità pari almeno al doppio della loro altezza. Importante è assicurare alle piante lo spazio sufficiente per lo sviluppo dell'abbondante apparato radicale.  

 

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►►alla pagina dei Lilium da mettere a dimora in primavera  

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                                  INTRODUZIONE AL SENTIERO VERDE DEI BULBI                               

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